25/06/2009

I pazzi nomi dei pazzi mondi...

Cap 4.jpgGiorni fa attendevo, in casa, una gentildonna che è una vera autorità nella guerra marinara. Trattasi di una veterana di cento battaglie, con cognizioni precise nel settore delle corazzate d'attacco. Un po' per svago, ed un po' per prepararmi all'incontro, ero calato anch'io a "navigare" Internet.

 

 

Una manovra sbagliata ha condotto il mio vascello al sito "Minor Planet Center" (MPC), che opera presso lo Harvard - Smithsonian Center for Astrophysics, Cambridge, Massachussets.

 

Ho scoperto nuovi orizzonti, e, credetemi, mi sono anche divertito. Dopo la lettura, ero venuto a sapere che esistono esattamente 73676 più mondi di quelli che conoscevo prima di iniziare a leggere.

 

Voi, come me, credete che nel sistema solare i pianeti siano nove. Errore: sono nove, più i settantremila e passa citati sopra. L'MPC è l'archivio dei cosiddetti Minor Planets, meglio noti come Asteroidi. Tutti classificati con un codice che identifica la data in cui sono stati scoperti. Inoltre, a ciascuno è associato anche un numero, che riporterò più avanti, fra parentesi. Solo una minoranza ha un nome, proposto in genere dallo o dagli scopritori. Esso però deve essere approvato dall'Unione Astronomica Internazionale (UAI), prima di essere adottato ufficialmente dalla comunità scientifica.

 

E sono proprio i nomi la fonte del divertimento. Trascuro, perché ovvii, i nomi di scienziati, astronauti, filosofi, continenti, città, personaggi storici e di drammi, musicisti, ecc. Cap 9.jpg

 

Procediamo. Al primo posto, com'è giusto che sia, ecco a voi la creatività: Abanderada (1581). Seguono Amadora (44821) e Godiva (3018), due giovanotte delle quali gradirei procurarmi il numero di cellulare. E poi Dulcinea (571), di cui non si riporta il nobile Del Toboso, ed anche Allegra (11348). Ma è quando si perviene a Descamisada (1588), a Mollissima (8756), a Mucha (5122) y a Nada (4106) che, confesso, e dovreste confessare pure voi, siamo per davvero giunti alle soglie della genialità.

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08/01/2009

Roswell - Cronache di eventi mai avvenuti

Di come un pallone sonda si trasformò, decenni dopo, in un disco volante precipitato nel deserto del New Mexico

New Mexico, Luglio 1947. Atto primo di una commedia che si trascinerà per più di mezzo secolo. Permettendo ad un certo numero di individui senza scrupoli di arricchirsi a spese della credulità popolare.

William “Mac” Brazel ha 48 anni. Sbarca il lunario in qualità di foreman, cioè capatazArea 51 Authentic Roswell Alien Photo Ufo.jpg,  del Foster Ranch.  situato 30 miglia a sud-est di Corona, una cittadina del New Mexico. Corona è parte della Chaves County, che ha per capitale Roswell. George Wilcox ne è lo sceriffo.

Il 24 giugno di quell’anno, l’imprenditore nonché pilota civile, Kenneth Arnold, ha incrociato, mentre era ai comandi del suo Collair a tre posti, nei pressi di Mt Rainier, stato di Washington, una formazione di nove oggetti volanti non identificati.

ll suo racconto è stato riportato dai giornali di mezzo mondo, americani e non, come l’avvistamento (sic!) di nove “flying saucers” (piatti – dischi nella versione italiana – volanti). E’ nata l’era, e la mania, degli UFOs. Segnalazioni similari pervengono, nella settimana seguente,  da ben 41 dei 48 Stati che compongono l’Unione.

Brazel legge dell’avvistamento. E di una ricompensa di 3000 dollari per chi ritroverà i resti di un disco. Precipitosamente torna al ranch. Il giorno dopo è da Wilcox. Lo informa di avere trovato, qualche giorno prima, degli strani rottami. E’ sicuro si tratti dei frammenti di un disco volante, precipitato qualche settimana prima.

Roswell, in quel 1947, non è una cittadina qualsiasi. Il suo aeroporto militare ospita il 509° Strategic Bomb Group, all’epoca l’unico stormo di bombardieri, al mondo, dotato di armi nucleari.

E’ un reparto d’elite,  ultrasegreto, formato da giovani al di sotto dei trent’anni, quasi tutti veterani della II Guerra Mondiale. Lo comanda un trentunenne, il colonnello Blanchard,Wilcox e Brazel contattano il 509°. Blanchard ordina al responsabile dell’Intelligence della Base, maggiore Jesse Marcel e ad un agente del CIC, tale Sheridan, di recarsi al ranch con Brazel e recuperare il materiale.

Marcel esegue. Carica sulla sua jeep i rottami. Al ritorno, si ferma a casa un momento, dove li mostra al figlio di nove anni, sparpagliandoli sul pavimento della cucina. Poi li porta alla Base. E qui avviene l’incredibile: il Ten. Haut, portavoce del 509°, rilascia una dichiarazione nella quale, fra altre cose, si afferma che “… il 509° Bomb Group…è stato abbastanza fortunato di entrare in possesso di un disco…l’oggetto volante è atterrato in un ranch nei pressi di Roswell la scorsa settimana…”. Il Roswell Daily Record pubblica in prima pagina, titolando “RAAF captures flying saucer on ranch in Roswell region”.

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30/05/2008

Libri sacri e profane disgrazie...il Corano

 

 

3973b8917e1580a29852f9ec3bcb45ba.jpgCi sono uomini che credono. E ci sono uomini che non credono. Oltre a quelli che, naturalmente, fanno finta di credere.

 

L’umanità non ha prove dell’esistenza di Dio, anche se da millenni i filosofi si danno da fare per tirarle fuori.

 

Secondo la filosofia occidentale, le prove filosofiche dell’esistenza di Dio sono non più di dieci. Ma il problema fondamentale, per un laico che vuol capire, secondo me è: chi è Dio? Quali sono i suoi attributi? Come vede le sue creature, cioè gli uomini? E che cosa debbono, questi uomini, fare in suo nome, quando credono in Lui?

 

Quello che trovate qui di seguito sono le mie riflessioni su una Sura de Il Corano. La seconda, per  la precisione. L’edizione che seguo è quella approvata dall’UCOII italiano, a cura di Hamza Roberto Piccardo. Revisione generale a cura di: Hamza Roberto Piccardo e di U.C.O.I.I., http://www.islam-ucoii.it.

 

Chiunque può trovare questa edizione su internet, e scaricarla. Leggerla e farsene una idea. 4d33f90a558bf44ca53f4cb3986c8ad6.jpg

 

Noi, e quando dico noi intendo: gli occidentali che seguono la filosofia occidentale (nel senso Russelliano) abbiamo fatto della ragione il fondamento sul quale edificare la nostra vita intellettuale.

 

Naturalmente nessun essere umano è in ogni istante un essere ragionevole e razionale.

 

La distanza fra il modello teorico e la realizzazione pratica è variabile, a volte grande, a volte piccola.

 

E’ mia opinione, tuttavia, che siamo provvisti di intelligenza e dignità sufficienti per pretendere di leggere un testo e tirarne le conclusioni con la nostra testa, e solo con quella.

 

Quindi le riflessioni che seguono sono quelle che un uomo di media età, di media cultura, di media intelligenza, e sufficientemente onesto da tirar da solo le proprie conclusioni.

 

Rifiuto l’assunto che il testo sacro vada interpretato in senso simbolico.

 

Chi lo ha scritto, quando ci riferiamo ad un testo antico (ed il Corano risale al VII secolo dell’era Cristiana) si rivolgeva a una umanità fatta di persone assai più ignoranti di quanto siamo noi, con uno stile di vita assai più semplice, con un vocabolario estremamente ridotto rispetto al nostro, e una propensione ai sofismi prossima allo zero.

 

Rifiuto la pretesa del prete di sostituire la sua intelligenza alla mia.

 

Rifiuto la pedanteria del saggio che immagina di vedere nel testo cose che nessuno si è mai sognato di metterci.

 

Quando Iddio ordina a Davide nel vecchio testamento di passare a fil di spada tutti gli abitanti di un certo villaggio, vecchi bambini donne gravide adolescenti malati ecc, e Davide esegue, io mi rifiuto di considerare la cosa altro che un genocidio a sangue freddo perpetrato da un omicida sanguinario.

 

E se qualcuno mi domanda che cosa pensi di quel Dio? La mia risposta è che è di gran lunga peggiore di Davide.

 

Perché il mandante è sempre peggiore dell’esecutore.

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Donne al volante...in Arabia

 

Dubai. Novanta cavalieri si sfidano in una gara massacrante: centoventi chilometri al galoppo in pieno deserto. 510ee2d75df0bcb74d8dbe59c5904a4e.jpg

La notizia non è chi ha vinto (non lo so) ma la settima classificata, tale Alia Hayel Aboutaiyh al Howaite.

La ragazzina (poco più di vent’anni), occhi scuri, gambe giustamente arcuate, sorriso accativante, è saudita. La prima alla quale viene consentito di disputare una gara ufficiale all’estero.

Da quando sul trono dell’Arabia c’è Abdallah, fratellastro di Fahd, le donne, passo dopo passo, hanno proseguito di corsa la loro inarrestabile avanzata verso una condizione di parità con gli uomini.

Lubna al-Olayan è entrata nel consiglio di amministrazione di una banca. Hannadi Hindi, a ventisei anni, è diventata la prima donna a conseguire un brevetto di pilota d’aereo (Abdallah l’assunse immediatamente, l’anno scorso, nella sua compagnia privata).  La signora Nadia Bakhraji, imprenditrice, ingegnere civile, è entrata nel consiglio dell’Associazione degli Ingegneri sauditi. Un’altra signora è diventata nei giorni scorsi Direttrice della Gulf One Investment Bank.

Ma rimane, ancora, il divieto di guidare un’automobile. La legge attuale non lo consente.

Le motivazioni? Secondo gli imam la “accertata incapacità delle femmine in situazioni di pericolo”.

Ma già uno dei probabili eredi al trono (Abdallah ha ottant’anni) tale principe Sultan, ha fatto sapere che non si opporrà a una modifica della legge che consenta alle donne di conseguire la patente “a condizione che i padri, i mariti ed i fratelli siano d’accordo.”

Non esiste argine in grado di resistere alla proverbiale capacità delle donne di sgretolare le difese maschili.

Quindi i maschi sauditi non possono far altro che raccomandare ad Allah la salute di Abdullah, affinché campi ancora cent’anni...altrimenti, vedete voi come salgono in barca, le signore...

Proyecto Gran Simio...appoggiate il movimento pro-scimmie

b6c011f75431b60b507a8560dcfd2ed7.jpgQuando la fantasia (che è sinistra) arriva al potere il buon senso ha molto, moltissimo, da temere.

Per puro caso mi imbatto nel PGS. Il PGS, chi non lo sa impari, è il Proyecto Gran Simio (Progetto Grande Scimmia - http://www.proyectogransimio.org/Italiano/completa.htm). Se andate sul sito spagnolo, troverete queste dichiarazioni: “L’idea è radicale ma semplice: includere gli antropoidi non umani in una comunità d’uguaglianza, fornendogli quella protezione morale e legale di cui attualmente godono solamente gli esseri umani.”

L’obbiettivo di lungo termine è quello di ottenere una dichiarazione dalle Nazioni Unite sui “ Diritti delle Grande Scimmie Antropoidi”.

Sulla scia, evidentemente, della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Bisogna anche “abbattere la barriera della specie”. Un mio amico c’è già riusciuto: una scimmia se l’è addirittura sposata.

Su che cosa si basa questo movimento?

Perbacco: ma su dati scientifici. Evidentemente. “L’ affinità genetica che hanno questi animali con l’uomo é enorme. Condividiamo il 98.4 % dei geni con gli scimpanzé, il 97.7 % con i gorilla e il 96.4 % con gli orangotanghi.”

A giudicare da certe iniziative, avrei giurato che le percentuali fossero perfino più alte. Ma forse mi sbaglio..

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