17/11/2010

Innamorarsi? Be careful, please

Obama.jpgPaul Krugman è un Premio Nobel per l’Economia (2008) noto soprattutto per i suoi studi sulla finanza e sul commercio internazionali. Attualmente è professore di Economia e Affari internazionali a Princeton. Ha insegnato a Yale, Stanford e al MIT. Il suo campo di studio, in questo periodo, sono le crisi economiche e monetarie. Sul NYT di ieri Krugman ha scritto un articolo dal titolo “The World as he finds it”. Tradotto liberamente: il mondo com’è. Non come ce lo immaginiamo. E neanche come se lo immaginava Mr Obama due anni fa. Tralascio i dettagli per arrivare al sodo.

Obama arrivò al potere illudendo l’America, e forse anche il mondo intero. Essendo nero, rappresentava agli occhi della maggioranza degli americani l’avverarsi di una necessità di giustizia ed uguaglianza vera fra i suoi cittadini, in quella che è e rimane la nazione più multietnica del mondo. Era giovane, e dunque rappresentava il nuovo, nei confronti di un McCain che aveva oltrepassato la settantina. Parlava bene: yes we can rappresenta l’essenza del sogno americano. Prometteva “un modo nuovo” di governare (ricorda qualcosa a noi italici?). L’uomo però si è perso nelle sue indecisioni, nel suo perenne adottare mezze misure, nel suo continuo zigzagare in politica estera.


Krugman sottolinea che Obama al G20 non è stato capace neppure di difendersi dall’accusa, proveniente soprattutto dalla Cina (che pulpito!) di manipolare il dollaro al fine di risollevare l’economia americana. La Cina, che tiene lo yuan almeno un 30-40% al di sotto del valore suo reale da dieci e più anni!

Il fatto è che tutti hanno dimenticato che fino a due mesi prima delle elezioni del 2008 non era affatto certo che Mr Obama ce l’avrebbe fatta contro McCain. Poi la scelta sciagurata della Palin e la crisi economica, esemplificata dalla bancarotta di Lehman & Brothers, convinsero gli americani che era tempo di cambiare.

Nonostante le magnifiche parole che comunque continua a propinarci, Mr Obama, fino ad oggi, si è rivelato sostanzialmente inadeguato al ruolo che ricopre. E non è un bene per nessuno, purtroppo. Ma gli americani sono pratici. Così come mandarono a casa Carter, manderanno a casa Obama, anche se è nero.

Com’è che noi italiani, però, furbissimi come siamo, eleggiamo tristi ed incompetenti cariatidi per decenni di seguito? E come mai promuoviamo a salvatori della Patria giovanotti il cui unico background è quello di essersi dedicati alla politica sin da quando portavano i pantaloni corti, solo perché hanno la parlantina sciolta e qualcuno li provvede di adeguati spazi alla tv e nei media?

In politica, come nella vita, innamorarsi è pericoloso: incautamente, si fa prevalere il sentimento sulla ragione. Dunque non è vero che la madre degli imbecilli è sempre incinta. Il problema è il papà, ‘sto fesso che si innamora di continuo. Facesse al meno sesso protetto.

http://www.thefrontpage.it/2010/11/17/innamorarsi-be-care...

Pubblicato su TheFrontPage, 17 Nov 2010

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